Scoperte e scavi
TURCHIA. Nuove scoperte italiane ad Arslantepe. Tre livelli, l’uno sovrapposto all’altro, mai scoperti prima, a testimoniare l’esistenza di una città molto antica, di età ittita dimostra come la Turchia sia stata importante centro di origine delle prime civiltà urbane. Si tratta di una recente scoperta archeologica avvenuta ad Arslantepe, in Turchia Orientale, condotta dalla Missione Archeologica Italiana dell’Università di Roma "La Sapienza", guidata da Mariella Frangipane, docente di Preistoria del vicino Oriente all’Università La Sapienza di Roma. Il risultato, frutto di un lavoro e di studio che dura da oltre quaranta anni, è stato tema dell’incontro che si è svolto all’Accademia dei Lincei, coordinato dall’archeologo Paolo Matthiae, che nel 1964 fu alla guida di una missione archeologica italiana che scoprì Ebla, città della Siria settentrionale. “Quello di Arslantepe è uno scavo antico – spiega all’ADNKRONOS Matthiae – ma solo gli scavi dell’ultimo anno hanno dato dei risultati sorprendenti, riproponendo gli studi sulla fondazione della città che, tra la fine del secondo e l’inizio del primo millennio a. C., era tra i centri urbani più importanti dell’impero ittita ed è rimasto tale anche dopo il crollo dell’impero avvenuto nel 1200 a.C. ”.Lo scavo era stato iniziato tra la fine della Prima e la Seconda Guerra Mondiale dai Francesi. “Ma si scavò in maniera molto sommaria – continua l’archeologo – invece le nuove ricerche molto accurate dello scavo italiano...
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Scoperte e scavi

Tre livelli, l’uno sovrapposto all’altro, mai scoperti prima, a testimoniare l’esistenza di una città molto antica, di età ittita dimostra come la Turchia sia stata importante centro di origine delle prime civiltà urbane. Si tratta di una recente scoperta archeologica avvenuta ad Arslantepe, in Turchia Orientale, condotta dalla Missione Archeologica Italiana dell’Università di Roma "La Sapienza", guidata da Mariella Frangipane, docente di Preistoria del vicino Oriente all’Università La Sapienza di Roma. Il risultato, frutto di un lavoro e di studio che dura da oltre quaranta anni, è stato tema dell’incontro che si è svolto all’Accademia dei Lincei, coordinato dall’archeologo Paolo Matthiae, che nel 1964 fu alla guida di una missione archeologica italiana che scoprì Ebla, città della Siria settentrionale.
Il Dr. Zahi Hawass, Segretario generale del Consiglio supremo delle antichità (SCA), ha annunciato che la squadra di archeologi francesi che sta lavorando a Saqqara ha trovato la camera sepolcrale della regina Behenu. 



