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Registrazione Tribunale di Torino n. 5936 del 17/01/2006 - Direttore responsabile: Silvia Riva - Editore: Mediares S.c. - ISSN 1828-0005
Home Campi archeologici TARQUINIA (Vt). Prima campagna di scavo archeologico dell’Università degli Studi di Torino nella necropoli etrusca – Patrimonio UNESCO.

Campi archeologici

TARQUINIA (Vt). Prima campagna di scavo archeologico dell’Università degli Studi di Torino nella necropoli etrusca – Patrimonio UNESCO.

Dal 14 luglio al 9 agosto 2008 la cattedra di Etruscologia e AntichitĂ  italiche dell’UniversitĂ  degli Studi di Torino, in collaborazione con il Comune di Tarquinia e la Soprintendenza per i Beni Archeologici per l'Etruria meridionale, avvierĂ  un importante progetto di scavo archeologico e di valorizzazione di un settore ancora inesplorato della necropoli etrusca di Tarquinia, riconosciuta patrimonio culturale  dell'umanitĂ  dall’UNESCO.
Le ricerche, dirette da Alessandro Mandolesi, si concentreranno nel settore funerario della Doganaccia, caratterizzato dalla presenza di due grandiosi tumuli di epoca orientalizzante della prima metà del VII secolo a.C., denominati “del Re” e “della Regina”.
I due monumenti principeschi dominano l’ingresso antico della vasta necropoli tarquiniese: il primo fu esplorato nel lontano 1928 restituendo, malgrado un vecchio saccheggio, interessanti ceramiche dipinte di tradizione geometrica e di produzione greco-corinzia, vasi etruschi in bucchero e in impasto, nonché i resti di un carro principesco.
La presenza di un’iscrizione sul fondo di uno dei vasi scoperti alla Doganaccia, che cita il nome di un greco etruschizzato (Rutile Hipucrates), rimanda al periodo di Demarato di Corinto, ricco mercante – come ricordano le fonti antiche – trasferitosi a Tarquinia attorno alla metà del VII secolo a.C. e sposatosi con una donna locale, ritenuto padre del re di Roma Tarquinio Prisco.
Il secondo tumulo, invece, non è stato mai indagato scientificamente: le attenzioni dell’Università di Torino si soffermeranno proprio su questo monumento, del diametro di circa 35 metri, e punteranno a rimettere in luce la struttura architettonica pertinente a un personaggio di spicco all’interno della comunità tarquiniese dell’epoca orientalizzante, sicuramente di rango aristocratico. Le ricerche cercheranno inoltre di contestualizzare questi monumenti all’interno della necropoli etrusca e del fenomeno delle grandi tombe a tumulo che tanto suggestionarono i colti viaggiatori dell’Ottocento.

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Cronologia: Arch. Italica

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