Archeologia del Linguaggio
Carlo FORIN, Lingua e nomi degli dèi = dingua et/TE DINGIR.
Il titolo va inteso come una equazione matematica "lingua e nomi degli dèi = dingua et TE DINGIR (1)".
Benché sia solo un'identità linguistica, si offre con la stessa esattezza: l'espressione italiana è uguale alla seconda espressione combinata in latino (corsivo) - sumero (maiuscoletto). L'uguaglianza in latino tra lingua et dingua fu un'opinione del retore Marius Victorinus, tanto famoso in Roma da aver avuto una sua statua nel foro -lui vivente- (2) ed oggi noto con questa idea grazie a A. Ernout e A. Meillet (3): "D'après Marius Victorinus, GLK VI 26, 3, la forme ancienne du mot lingua était dingua." Tr.: secondo Marius Victorinus la forma antica della parola lingua era dingua. Vista l'identità tra l'italiana lingua e l'espressione storica latina lingua, l'analisi focalizza dingua, che chiameremo espressione archeologica (non osservata da altri che da Victorinus). Et latina è una connessione uguale a sumera TE 'entro in contatto con'. Uguale è 'DINGIR dinguaque = dingua E casa KU distinguo DINGIR divinità . Dunque: -que = E KU/QU. E' trasparente l'uguaglianza ding(ua) = DING (IR) in 'ding'. (ua) è Cielo-Terra. (IR) = ir(e) (4), andare. DINGIR 'giro della divinità che entra (ed esce)' è un indigitamentum, un'apparizione-sparizione in cui tum 'improvvisamente' la divinità era creduta esercitare la sua azione secondo il voto. Leggo DI dio IN entra [noterete l'inversione IN DI di indigitamentum]. DIN può ribaltare in NID: NID ABA, dea della cannuccia... |
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